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| CAMPIONATO DI GIORNALISMO ARTICOLI PUBBLICATI IL 22 FEBBRAIO CLASSE 2C NEVE NEVE NEVE… MA NON SOLO DISAGI!
Ogni tanto ci capitava di sentire qualcuno lamentarsi del fatto che non nevica più come una volta. Quest’anno, però, l’ondata di gelo ha assunto proporzioni davvero eccezionali. La neve sul Monte Titano ha cominciato a scendere dal pomeriggio del 31 gennaio. All’inizio si è affacciata con deboli e poco consistenti fiocchi poi nel giro di poche ore, ha ricoperto tutto il territorio della Repubblica di San Marino con una soffice coltre bianca che in alcuni punti ha superato il metro e mezzo. Da quel momento tutti i giornali e i telegiornali hanno parlato, giustamente, dei disagi causati alla popolazione e, in particolare alla viabilità: moltissime le macchine abbandonate ai margini della strada, tanti i mezzi pesanti bloccati nella neve; numerose le strade impraticabili a causa del ghiaccio che ha complicato e fatto tardare le consegne nei magazzini; diverse le vie secondarie rimaste inagibili per giorni. La Polizia Civile ha invitato a più riprese i cittadini a rimanersene a casa. Alcuni hanno obbligatoriamente dovuto accettare questo suggerimento perché si sono ritrovati bloccati nelle proprie abitazioni da vere e proprie muraglie di coltre bianca. Ma, in alcune circostanze, neppure le case si sono rivelate sicure, con tetti pericolanti e a rischio di caduta per il troppo carico della neve. Un’altra vittima di queste precipitazioni è stata la natura stessa: molti alberi sono caduti, spezzati dal peso della neve; alcuni animali sono morti a causa del gelo e della mancanza di cibo. Naturalmente, non sono mancate le polemiche sulla gestione dell'emergenza e sulla inadeguatezza dei nostri sistemi che avrebbero dovuto e potuto scongiurare tutti questi problemi. Certo dal caldo di un ufficio o davanti a uno scoppiettante camino è difficile comprendere che si è trattato di un evento eccezionale e che il risultato dell’operare nella tormenta e nei disagi non è poi così scontato come può sembrare! Questo evento eccezionale però, (scusateci, siamo ragazzi!) ha ai nostri occhi anche aspetti positivi. La neve rende tutto soft, tutto ovattato, attutisce i rumori, spesso li elimina, rimuove gli schiamazzi. Ci costringe a cambiare passo, a rallentare, ad andare a piedi e questo esercizio, al quale non siamo più abituati, ci apre scenari completamente diversi, nuovi. Ci fa vedere le cose da un’altra prospettiva, ci obbliga all’incontro con gli altri, al saluto. E come sempre nei momenti difficili non è mancata la solidarietà che è diventata concreta in questi giorni grazie a giovani che hanno offerto il loro aiuto ad anziani e ammalati armati solo di pale e di vanghe. La neve è gioia per i bambini e noi ragazzi ci siamo ritrovati a giocare per le strade, a realizzare lunghe piste per il bob, a lanciarci palle di neve e a creare simpatici pupazzi. E, per ultimo J, come non ammettere che, solo grazie alla neve, abbiamo potuto usufruire di qualche giorno di inaspettata vacanza. Evento eccezionale anche questo! 2° C °°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°° ARTICOLO N. 2 M’ILLUMINO DI MENO
Anche quest’anno è stata promossa in tutta Italia l’iniziativa “M’illumino di meno”, una campagna di comunicazione e sensibilizzazione finalizzata al risparmio energetico. Tutto è iniziato il 16 febbraio 2005. Dopo l’entrata in vigore del protocollo di Kyoto, che ha rappresentato un grande passo verso la riduzione delle emissioni inquinanti per il nostro pianeta, Caterpillar, una trasmissione di Rai Radiodue, ha indetto la prima giornata del risparmio energetico. La manifestazione ha sempre ottenuto un riscontro positivo facendo verificare ogni volta un calo considerevole dei consumi ma, soprattutto, dimostrando che è possibile dare il proprio contributo per un mondo migliore con azioni semplici e innovative che possono cominciare dai gesti quotidiani di ognuno di noi. Di seguito vi proponiamo alcuni suggerimenti che tutti possiamo quotidianamente mettere in pratica per collaborare a uno sviluppo sostenibile: spegnere le luci quando non servono; non lasciare in stand by gli apparecchi elettronici; scegliere lampade a basso consumo; utilizzare fonti energetiche rinnovabili e pulite; muoversi preferibilmente a piedi o in bicicletta; acquistare merci locali; consumare prodotti di stagione; differenziare i rifiuti; prediligere la doccia al bagno. Anche se nel 2012 si è concluso il Protocollo di Kyoto, ci auguriamo che il trattato sia rinnovato ma, soprattutto, che questa iniziativa sia riuscita a trasmettere l’importanza delle nostre piccole e grandi scelte quotidiane.
Beatrice Bugli - Francesca Cecchini - Giulia Francini - Alessia Pazzini - Simona Pedrella Moroni - Camilla Zanotti °°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°
ARTICOLO N. 3 I PERICOLI DI “FACEBOOK”
Facebook è il più popolare social network del mondo. Come dice la parola stessa, è un enorme libro contenente migliaia di foto di volti, nomi e cognomi e centinaia di altre informazioni accessibili facilmente a chiunque. Sono molti, però, anche i rischi e le insidie che Facebook nasconde e che i suoi utenti sottovalutano. Il primo pericolo a cui si può andare incontro è quello della violazione della privacy. Essendo ormai tutti consapevoli che Facebook è una piattaforma talmente ampia che potrà sempre presentare delle falle di sicurezza, dobbiamo essere noi stessi, responsabilmente, a evitare di pubblicare immagini e informazioni troppo personali o, almeno, di impostare correttamente le funzioni a tutela della privacy. Un altro possibile rischio è la richiesta di amicizia da parte di persone che non si conoscono o che usano un nome falso. Poiché dietro profili del genere non si sa mai chi si potrebbe nascondere e come potrebbe usare informazioni presenti sulle nostre pagine è opportuno evitare di indicare il proprio indirizzo di casa o il numero di cellulare. Si potrebbero elencare molti altri rischi, ma si finirebbe per mettere solo una luce negativa su questo sito Web che, invece, se usato con consapevolezza, può portare vantaggi come quello di stringere nuove amicizie e restare in contatto con quelle vecchie o distanti. 2°C °°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°° ARTICOLO N. 4 2012 Più di mille anni fa i maya predissero la fine del mondo per il 21 dicembre 2012. Il film “2012” diretto da Roland Emmerich e con principali interpreti John Cusack e Thomas McCarthy narra proprio questo evento catastrofico. Nel 2009, in un centro di ricerca indiano situato nelle profondità di una miniera di rame, viene rilevata un'improvvisa variazione dell'emissione dei neutrini solari e il conseguente surriscaldamento del nucleo terrestre. La scoperta viene studiata dal giovane scienziato Adrian Helmsley, che stima il pericolo dei primi effetti sulla crosta solo nel lungo periodo e decide perciò, in accordo con gli interessi dei consiglieri del governo americano, di studiare un piano di evacuazione mantenendo il segreto sulla futura minaccia globale. Dopo soli tre anni, invece, il mantello terrestre comincia a fondere e sulla costa californiana appaiono le prime gigantesche crepe. Jackson Curtis, scrittor e di romanzi di fantascienza di scarso successo, se ne accorge mentre si trova in campeggio coi due figli presso il parco di Yellowstone. Là, il lago si è completamente prosciugato e un conduttore radiofonico pazzoide, Charlie Frost, diffonde in diretta aggiornamenti sull'imminente fine del mondo… Probabilmente anche questa volta la Terra non cesserà di esistere, ma vale comunque la pena di vedere come Emmerich immagina la fine del mondo.
Nicola D’Amico – Alfredo Floris – Gino Adriano Francesconi – Mattia Para
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