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Il  castello di Serravalle

 Il Castello di Serravalle è uno dei nove “comuni” in cui attualmente  è diviso il territorio sammarinese.

 Un tempo il territorio di San Marino era diviso in comunità dette Gualdarie, un nome longobardo che indicava zone di boschi.

 Nel ‘600 questi distretti vennero chiamati parrocchie.

 Nel 1925, infine, presero il nome di Castelli che ancora conservano.

 In questa sezione sono riportate alcune notizie di carattere geografico e storico relative al Castello di Serravalle.

 

 Cenni storici

Il castello di Serravalle, appartenuto alla Chiesa riminese, passò ai Malatesta che lo munirono di difese più valide e gli concessero autonomi statuti.

 Dal 1463, quando i Malatesta furono sconfitti,  Serravalle è sotto la giurisdizione di San Marino, anche se per molto tempo mantenne il proprio statuto comunale e stentò ad adattarsi all’idea di essere conglobato in un altro territorio.

 Serravalle ha ancora il suo castello al quale si accede percorrendo un’ampia gradinata e passando attraverso l’antica porta che conduce al vecchio centro storico, completamente ristrutturato, ove ora ha sede la “Casa del Castello” dove si riunisce la Giunta.

 

 Centro storico

 Al centro del Paese si trova la piazza dedicata a Giovanni Bertoldi (1350) un importante studioso di Dante, originario della zona.

 Su un lato della piazza sorge l’edificio della scuola media.

 Proseguendo lungo il centro storico  si incontra la chiesa di Sant’Andrea e più avanti il castello completamente restaurato; all’interno delle mura si trova la Casa del Castello dove ha sede la Giunta e abitazioni civili.

 

 Aspetti geografici

Situato a nord del territorio sammarinese, il Castello di Serravalle rappresenta l’estremo confine verso la regione emiliano-romagnola.

Comprendendo le sezioni di Dogana e Falciano, poste ai confini settentrionali del territorio, raggiunge un’estensione totale di 1052.94.66 ha. che corrisponde al 17,21% del territorio nazionale.

(Nell’immagine il colore giallo rappresenta l’estensione del territorio del castello di Serravalle)

Esso è attraversato in gran parte dal torrente Ausa, che “…trae le sue acque da polle di acqua sorgiva (le famose acque del coppo) sgorganti dalle argille dei calanchi sotto il Ventoso” (R. Giacomini, 1971) ed è alimentato dal Fosso Fiorina, dal Fosso della Ciuffa e della Fiocca, dal Fosso di Ranco e dal Rio.

  

 La fornace Francini

Nei pressi del confine si trovava la fornace Francini, caratteristica per l'alto camino dal quale uscivano i fumi che permettevano la cottura dei laterizi prodotti con le argille  di questa zona e della località Ciarulla.

Nella zona di Dogana Bassa, lungo il fiume Ausa si trovavano anche i mulini Babboni e Francini che trasformavano i cereali in farina.

 

 La Villa Manzoni

Nei primi decenni del 1900 Dogana aveva  una vocazione agricola e lo testimonia ancor oggi Villa Manzoni: una bella villa di campagna circondata da vigneti e terreni coltivati, oggi inglobata nello stesso  Paese.