Natale 2005 Laboratorio di scrittura creativa classi prime “Allarme nel presepio” di Gianni Rodari a cura della prof.ssa Lidia Olei L’attività, rivolta alle classi prime, aveva lo scopo di sensibilizzare i ragazzi sul valore del Natale e della diversità; ha permesso inoltre agli alunni di avvicinarsi ad uno dei più apprezzati autori contemporanei e di esprimere in modo creativo i loro pensieri e messaggi. E’ stata letta la fiaba di Gianni Rodari “Allarme nel presepio” (con finale aperto) e gli alunni sono stati guidati dall’insegnante animatore ad ideare il loro finale. I testi sono stati realizzati a piccoli gruppi, arricchiti con disegni, ed esposti nell’atrio nel periodo natalizio. 
Obiettivi
1. Conoscere uno dei più apprezzati autori contemporanei 2. Esprimere in modo creativo pensieri e messaggi. 3. Costruire finali coerenti , rispondenti alla tipologia testuale, con registro linguistico appropriato 4. Riflettere su significato e valore del Natale 5. Riflettere sulla diversità
Percorso operativo • I ragazzi si siedono in cerchio • Presentazione del lavoro da svolgere, lo scopo e l’allestimento finale • Riflessione sul valore del Natale • Breve conversazione sull’autore • Lettura ad alta voce della storia, escludendo i finali proposti dall’autore • I ragazzi riassumono oralmente la storia • Attraverso alcune domande stimolo, vengono individuate possibili prosecuzioni mettendo in gioco i vari personaggi: “cosa succederebbe se…come vi piacerebbe si concludesse…chi interviene... “ • Gli alunni si dividono in piccoli gruppi (stabiliti dall’insegnante della classe) e iniziano la stesura del testo; ad ogni gruppo viene consegnata una copia del racconto (senza finale). • Individuazione di alcune sequenze del loro finale,che possano essere illustrate e realizzazione dei disegni; • A conclusione dell’attività vengono letti i finali proposti da Rodari; scambio di opinioni e giudizi • I ragazzi leggono ai compagni i loro finali • Conversazione conclusiva: impressioni sull’esperienza e sul racconto

Allarme nel presepio Una volta, mancava poco a Natale, un bambino fece il suo presepio. Preparò le montagne di cartapesta, il cielo di carta da zucchero, il laghetto di vetro, la capanna con sopra la stella. Dispose con fantasia le statuine, levandole una per una dalla scatola in cui le aveva riposte l'anno prima. E dopo che le ebbe collocate qua e là, al loro posto - i pastori e le pecore sul muschio, i re Magi sulla montagna, la vecchina delle caldarroste presso il sentiero - gli sembrò che fossero poche. Restavano troppi spazi vuoti. Che fare? Era troppo tardi per uscire a comprare altre statuine, e del resto lui di soldi non ne aveva tanti... Mentre si guardava intorno, in cerca di un'idea, gli capitò sotto gli occhi un altro scatolone, quello in cui aveva messo a riposo, in pensione, certi vecchi giocattoli: per esempio, un pellerossa di plastica, ultimo superstite di un'intera tribù che marciava all'assalto di Fort Apache... un piccolo aeroplano senza timone, con l'aviatore seduto nella carlinga... una bamboletta un po' «hippy », con la chitarra a tracolla: gli era capitata in casa per combinazione, dentro la scatola del detersivo per la lavatrice. Lui, naturalmente, non ci aveva giocato mai, i maschi non giocano con le bambole. Però, a guardarla, era proprio carina. Il bambino la posò sul sentiero del presepe, accanto alla vecchietta delle caldarroste. Prese anche il pellerossa, con l’ascia di guerra in mano, e lo collocò in fondo al gregge, presso la coda dell'ultima pecora. Infine appese con un filo l'aeroplano e il suo pilota a un alberello di plastica, abbastanza alto, che una volta era stato un albero di Natale, di quelli che si comprano ai Grandi Magazzini e trovò il posto anche per loro, sulla montagna, non lontano dai re Magi e dai loro cammelli. Contemplò soddisfatto il suo lavoro, poi andò a letto e si addormentò subito. Allora si svegliarono le statuine del presepio. Il primo ad aprire gli occhi fu uno dei pastori. Egli notò subito che c'era qualcosa di nuovo e di diverso nel presepio. Una novità che non gli piaceva troppo. Anzi, non gli piaceva per niente. - Ehi, ma chi è quel tipaccio che segue il mio gregge con in mano un'accetta? Chi sei? Che cosa vuoi? Vattene in fretta, prima che ti faccia azzannare dai miei cani. - Augh, - fece per tutta risposta il pellerossa. - Come hai detto? Senti, parla chiaro, sai? Meglio ancora, non parlare per niente e porta il tuo muso rosso da un'altra parte. - Io restare, - fece il pellerossa, - augh! - E quella scure? Che ci fai, di' un po'? Ci accarezzi i miei agnelli? - Scure stare per tagliare legna. Notte fredda, io volere fare fuoco. In quel momento si svegliò anche la vecchina delle caldarroste e vide la ragazzetta con la chitarra a tracolla. - Dico, quella ragazza, che specie di cornamusa è la vostra? - Non è una cornamusa, è una chitarra. - Non sono cieca, lo vedo bene che è una chitarra. Non lo sai che qui sono permesse solo zampogne e i pifferi? - Ma la mia chitarra ha un bellissimo suono. Sentite... - Per carità, smettila. Sei matta? Ma senti che roba. Ah, la gioventú d'oggigiorno. Dammi retta, fila via prima che ti tiri in faccia le mie castagne. E guarda che scottano, perché sono quasi arrostite. - Sono buone le castagne, - disse la ragazza. - Fai anche la spiritosa? Ti vuoi prendere le mie castagne? Ma allora sei pure una ladra, oltre che una svergognata. Ora ti faccio vedere io... Al ladro! Anzi, alla ladra! Ma il grido della vecchietta non fu udito. L'aviatore, infatti, aveva scelto proprio quel momento per svegliarsi e accendere il motore. Fece un paio di giri sul presepio, salutando tutti con la mano, e atterrò vicino al pellerossa. I pastori lo circondarono minacciosi: - Cosa vuoi fare, spaventarci le pecore? - Distruggere il presepio con le tue bombe? - Ma io non porto bombe, - rispose l'aviatore, - questo è un apparecchio da turismo. Volete fare un giretto? - Fallo tu, il giretto: gira bene al largo e non farti più vedere da queste, parti. - Sí, sí, - strillò la vecchina, - e mandate via anche questa ragazzaccia, che mi vuol rubare le mie castagne... - Nonnina, - fece la ragazza, - non dite bugie. Le vostre castagne, se me le volete vendere, ve le pago. - Mandatela via, lei e la sua maledetta chitarra! - E anche tu, muso rosso, - riprese il pastore di prima, - torna alle tue praterie: non vogliamo predoni, tra noi. - Né predoni né chitarre, - aggiunse la vecchina. - Chitarra stare strumento molto bello, - disse il pellerossa. - Ecco, l'avete sentito? Sono d'accordo! - Nonnetta, - fece l'aviatore, - ma perché strillate a quella maniera? Dite piuttosto alla signorina di farci sentire qualcosa. La musica mette pace. - Facciamola corta, - disse il capo dei pastori, - o ve ne andate tutti e tre con le buone, o sentirete un'altra musica. - Io stare qui. Ho detto. - Anch'io stare qui, - fece la ragazza, - come il mio amico Toro Seduto. E anch'io ho detto. - Io poi, - fece l'aviatore, - sono arrivato da lontano, figuriamoci se me ne voglio andare. Su, ragazzina, attacca, vediamo se la tua chitarra rabbonisce la compagnia... La ragazza non se lo fece ripetere e cominciò a pizzicare le corde...
 I finali dell'autore Primo finale Al primo accordo della chitarra, i pastori alzarono i bastoni e fischiarono ai cani. - Via di qua! Via subito! - Acchiappa, Fido! Addenta, Lupo! - Sotto, ragazzi: rimandiamoli al loro paese. - Anzi, mandiamoli a quel paese... Il pellerossa, senza arretrare di un passo, agitò la sua scure di guerra. - Io stare pronto, - disse, - augh! Ma l'aviatore la pensava in altro modo. - Su, - disse, - non è il caso di fare un macello. Salta nell'apparecchio, ragazza. E anche tu, Toro Seduto, vieni via. Il motore è acceso. Ci siete tutti? Si parte! Con un rombo il piccolo apparecchio si staccò dal presepio e cominciò a svolazzare intorno per la camera. - Dove andiamo? - domandò la ragazza, stringendosi al petto la chitarra per paura che il vento del volo gliela portasse via. - Conosco un magnifico scatolone dove si stava tanto tranquilli. - Anch'io lo conosco. - Anche io sapere. Augh! - Allora, augh! Allo scatolone! Eccolo laggiú, è ancora aperto, meno male. Festeggeremo per conto nostro, lontano da quegli ignoranti. - Augh! - fece ancora il pellerossa. Ma non pareva del tutto soddisfatto.
Secondo finale Al primo accordo della chitarra i pastori agitarono minacciosamente i loro bastoni. - Va bene, va bene, - sospirò allora la ragazza, - la chitarra non vi piace. Ecco la faccio a pezzi. Però, per favore, richiamate i cani prima che mi strappino i pantaloni. - Brava, è cosí che si fa, - approvò la vecchina delle caldarroste. - Vieni, ti darò un po' di castagne. - Prima, - disse la ragazza, - datemi un po' di farina. Tingeremo di bianco Toro Seduto, cosí i pastori non avranno piú ragione di diventare nervosi a guardarlo. Ben pensata, - dissero i pastori. - Ma lui, muso rosso, è d'accordo? - Augh, - fece il pellerossa. E si lasciò tingere tranquillamente di bianco. - E l'aeroplano? - domandarono i pastori. - Sapete che ne facciamo? - suggerì l'aviatore. - Gli diamo fuoco, cosí ci scaldiamo. - Ben pensata anche questa: tanto piú che la notte è fredda. Il fuoco riportò finalmente la pace sul vecchio presepio. E intorno al fuoco i pastori, al suono dei loro pifferi, ballarono la tarantella
Terzo finale Al primo accordo della chitarra i pastori fecero per slanciarsi contro i tre nuovi venuti, ma una voce autorevole e severa li trattenne: - Pace! Pace! Chi ha parlato? - Guardate, uno dei tre Magi ha lasciato la carovana e sta venendo dalla nostra parte. Maestà, quale onore! - Il mio nome è Gaspare, non Maestà. Maestà non è un nome. - Ciao, Gaspare, - disse la ragazza con la chitarra. - Buona sera, figliuola. Ho sentito la tua musica. Be', non si sentiva un gran che, con tutto quel chiasso. E ho sentito anche della musica migliore. Ma la tua non era da buttar via. - Grazie, Gaspare. - Augh! - fece il pellerossa. Salve anche a te, Toro Seduto, o Aquila Nera, o Nube Tonante, o comunque tu voglia essere chiamato. E buona sera a te, pilota. E a voi, pastori, e a te, nonnetta. Ho sentito il profumo delle tue castagne. - Questa ragazzaccia me le voleva portar via... - Su, su, forse ti è sembrato. Non ha l'aria di una ladra. - E questo tipaccio con l'accetta? - gridarono i pastori. - Ci si presenta al presepio, con quel muso rosso? - Avete provato a chiedergli perché è arrivato fin qui? - Non c'è bisogno di chiederglielo. Si vede benissimo: voleva fare una strage... - Io avere sentito messaggio, - disse il pellerossa. - Pace agli uomini di buona volontà. Io stare uomo di buona volontà. - Avete sentito? - disse allora Gaspare. - Il messaggio è per tutti: per i bianchi e per i rossi, per chi va a piedi e per chi va in aeroplano, per chi suona la zampogna e per chi suona la chitarra. Se odiate chi è diverso da voi, vuol dire che del messaggio non avete capito nulla. A queste parole fece seguito un lungo silenzio. Poi si sentì la vecchina che bisbigliava: - Ehi, ragazzina, ti piacciono le castagne? Su, prendi, e guarda che non te le vendo, te le regalo... E voi, pilota, ne volete? E voi signor Toro Volante, scusate, non ho capito bene il vostro nome, vi piacciono le castagne? - Augh, - disse il pellerossa.
da“Tante storie per giocare” ed. EINAUDI  I FINALI DEI RAGAZZI Classe 1A La melodia che si diffuse dallo strumento della ragazza attirò l’attenzione di Giuseppe che, avendo udito il suono della chitarra, si avvicinò e vide che i personaggi del presepio stavano litigando. - Perché litigate? – chiese. - Litighiamo perché questa gente di un’altra realtà vuole stravolgere il nostro presepio! – rispose un pastore. - Noi non volere male, noi volere solo rallegrare presepio ma voi volere rimandare noi nello scatolone.- Disse l’indiano. Giuseppe intervenne: - Se urlate sveglierete il bambino Gesù e lui, che è Messia di pace, non vuole vedervi litigare. Riflettendo, tutti decisero di rappacificarsi con gli stranieri: organizzarono una festa e la vecchina offrì castagne gratis, il pastore si procurò latte e formaggio dalle sue pecore e la ragazza suonò con la sua chitarra insieme agli zampognari e ai pifferai. All’improvviso si rovesciò lo scatolone sopra di loro, che conteneva polistirolo; sul muschio si posò un manto di neve che trasmise un’atmosfera ancor più natalizia. Al mattino, quando il bambino si svegliò vide su tutte le statuine il sorriso. Si rallegrò molto… per lui sarebbe stato un bellissimo Natale.
MARTINA SIMONE MICHELE DEBORA Sentendo questo suono dolcissimo altri musicanti si avvicinarono a lei. Iniziarono a suonare tutti insieme con i loro pifferi e le zampogne. In coro gridarono : - Questa sera faremo una grande festa!! La notte si fece più intensa ; nel presepio si diffuse una gran melodia e il pellerossa iniziò a ballare facendo la danza della felicità ed invitò tutti a ballare con lui. Intanto l’aviatore si era messo in cerca di pezzi di stoffa per creare la scritta <PACE> che poi espose volando sul presepe. Tutti fecero pace diffondendo armonia e amore e i pastori decisero di tenere a far parte del presepio la ragazza, l’aviatore e il pellerossa. Al mattino, al risveglio, il bambino vide che tutti i personaggi del presepio erano vicini e abbracciati.
MARTINA ILARIA LUCA GIAN LUIGI Ad un tratto intervennero i re Magi avvicinandosi al gruppo che stava discutendo: Perché state litigando? – Chiese Gaspare La ragazza rispose: - La vecchietta e i pastori non ci vogliono ma noi vorremmo restare perché è un momento di festa per tutti; se mi lasciassero suonare rallegrerei tutto il popolo e farei felice Gesù. L’indiano disse ai pastori: - Io volere aiutare voi, con mia ascia tagliare legna e fare recinto per pecore. I pastori a quel punto cambiarono idea e risposero: - Potete restare. - Vengo anch’io ad aiutarvi – Disse l’aviatore. E si avvicinò al gruppo. Gaspare, vedendo che tutti si stavano rappacificando, disse: - Finalmente la pace! Adesso possiamo festeggiare tutti insieme il Natale con tranquillità e tanto amore. Il mattino dopo il bambino al suo risveglio si avvicinò al presepe e rimase stupito: vide il recinto con le pecore, i pastori, la vecchina, i re Magi e gli stranieri tutti seduti in cerchio che festeggiavano il Natale.
CAMILLA ELEONORA CHIARA ANDREA La musica era molto bella e altri suonatori si unirono a lei per creare un’armonia speciale. La vecchietta però tirò una caldarrosta e ruppe una corda della chitarra. A quel punto intervenne Gaspare: - Non fate così perché Gesù è qui per infondere pace e serenità. Se vi vedesse litigare sarebbe molto infelice, tutti dobbiamo essere amici e anche gli stranieri vogliono donare i loro beni a Gesù. Ad un tratto si sentì un pianto e una luce abbagliò gli occhi di tutti…si era svegliato Gesù. Era scesa la tranquillità nel presepe, tutti si sentirono sereni e andarono ad offrire i loro doni al Messia. - Io andare ad accendere fuoco per festa – disse il pellerossa. E così tutti ballarono e cantarono felici intorno al fuoco.
MATTEO ALBERTO MARCO GIACOMO ********************* Classe 1B … Gli stranieri stavano per andare via quando sentirono Gesù bambino che piangeva nella mangiatoia, così corsero verso di lui per farlo calmare e rendersi utili. La ragazza con la chitarra disse: - Ti suonerò una ninnananna dolcemente affinchè tu possa calmarti e apprezzare la musica fin da piccolo. L’indiano invece si rivolse a lui con queste parole: - Bambino non dormire in mangiatoia ma in culla intagliata da me, augh. L’aviatore si alzò in volo e fece ricadere sul presepe della polverina bianca, umida e gelida che riuscì a calmare tutti coloro che avevano escluso i tre stranieri. Il bambino si calmò e con voce flebile e soave disse ai pastori e alla vecchietta: - Il Natale è la festa dell’amore e della pace, perché volete escludere queste persone?. - Ci dispiace piccolo padre misericordioso, abbiamo imparato la lezione – e dall’espressione che assunse Gesù, capirono che li aveva perdonati. Da quel momento tutti compresero che nel mondo uomini e donne devono amarsi e andare d’accordo fra loro; se ciò si realizzasse non ci sarebbero più guerre inutili e funeste. Gli uomini devono essere amati per quello che sono.
FRANCESCO JASMINE ALESSANDRO MATTIA …Subito venne interrotta dalla vecchia che urlò: - Smetti di suonare quell’attrezzo o mi romperai i timpani! Il pellerossa intervenne: - Sua musica essere molto meglio di tue caldarroste che fare venire voltastomaco solo da odore. Da lì cominciò una lunga e chiassosa lite che venne interrotta per un istante dal pianto di un bambino. Si svegliò anche l’angelo che disse: - Per quale motivo c’è tutto questo baccano? Risposero tutti con confusione: - Ha spaventato le mie pecore! - Vuole rubare le mie caldarroste! - Ci vuole bombardare! L’angelo aveva perso la pazienza e urlò: - Vergognatevi, avete fatto piangere anche Gesù bambino con le vostre inutili discussioni! Vedendo le lacrime scendere dal delicato volto del piccolo Gesù, tutti si sentirono in colpa e la vecchietta fece il primo passo verso la pace: - Sai ragazzina, il suono della tua chitarra non è poi tanto male. Anche il pellerossa pentito disse: - Anche le tue caldarroste non essere male. Da lì iniziò la pace ma Gesù continuava a piangere lo stesso allora decisero di fare una festa in suo onore. Il pastore disse al pellerossa : - Con la tua ascia potresti tagliare legna per fare un bel falò. La ragazza disse: - Io potrei suonare con quelli della cornamusa. - Buona idea. Disse la vecchia. – Io cuocerò altre caldarroste. L’angelo diede all’aviatore una polvere magica, la misero nel carburante e partì. La polvere diventò neve e creò un’atmosfera ancora più magica. La mattina il bambino si svegliò, andò al presepe e vide che era cambiato. Felice esclamò: - Questo è proprio un Natale magico!!
TOMMASO MARCO FRANCESCA MARGHERITA … Ma Gesù, svegliato dal rumore, cominciò a tremare; aveva freddo così il pellerossa senza dire niente si chinò a raccogliere dei rametti e a tagliare con la sua ascia alcuni rami degli alberi. Poi sfregò due pietre e accese un bel fuoco così il bambino si riaddormentò. Maria lo ringraziò e decise che lasciare l’indiano nel presepe fosse una buona idea. La vecchia delle caldarroste rimproverò la ragazza: - Hai visto che cosa hai combinato? Vattene o creerai solo danni! La ragazza per tutta risposta si mise a suonare; un suonatore di cornamusa la sentì e non sapendo resistere, si mise a battere le mani: - Brava, brava! D’ora in poi rimarrai qui a suonare con me. Poco dopo l’aviatore planò accanto alla signora delle caldarroste che invece di arrabbiarsi guardò l’aereo con interesse. Lui stupito le chiese se desiderasse fare un giro e lei rispose: - A me piacerebbe tanto volare! Allora l’aviatore la fece salire a bordo e partì. Finito di volare atterrarono e la vecchia lo ringraziò: Grazie, è stato un bel viaggio, stai qui con noi. Così il pilota, l’indiano e la ragazza rimasero lì insieme alle statuine: la ragazza suonava con lo zampognaro, il pellerossa raccoglieva legna per alimentare il fuoco e badava le pecore mentre l’aviatore portava i pastori a viaggiare sull’aereo. E nel presepe tornò l’armonia.
PAOLO CHIARA ELISA GUSTAVO FEDERICO Ma mentre la bambina cominciava a suonare, il pastore insultò il pellerossa. - Tu, faccia rossa, sai solo fare augh! Il pellerossa arrabbiato si mise ad inseguire con la sua ascia il pastore. - Ti prendo, faccia bianca! La vecchietta delle caldarroste, vedendo il pellerossa imbronciato e arrabbiato, si arrabbiò anche lei con la ragazza e la inseguì con le caldarroste in mano anche se bollivano. - Vieni qui, zampognara da strapazzo! Urlò. - Io non sono una zampognara, sono una chitarrista. Anche l’aviatore cercò di allontanarsi dai pastori ma l’aereo non aveva più benzina così in breve venne accerchiato. Nella lite generale nessuno si era accorto che il tempo passava finchè l’angelo fu svegliato dal fracasso e dagli urli. Cercò di rappacificarli: - Perché litigate? Non vi siete accorti di come avete ridotto il presepe? Ricordatevi che siete tutti uguali, anche se diversi nell’aspetto esteriore. Le parole dell’angelo ebbero il sopravvento. In breve tutti si calmarono ed iniziarono a rimettere tutto a posto. La mattina dopo il bambino si svegliò ed andò a vedere il suo magnifico presepe. Lo ritrovò cambiato dalla sera prima, le statuette si erano magicamente spostate attorno al nuovo nato: Gesù.
ILARIA MATTEO EDOARDO LAURA ********************* Classe 1C Il suono prodotto dalla chitarra raggiunse la capanna dove Gesù riposava. Ad un tratto un pianto invase le orecchie di tutti i presenti; Maria, accortasi che Gesù si era svegliato, cercò di calmarlo con una dolce filastrocca. Intanto il gruppo che litigava si accorse che stava arrivando Giuseppe con sguardo imbronciato che esclamò: - Cos’è questo baccano, perché avete svegliato mio figlio? E perché state litigando con i nuovi venuti? - Proprio perché sono nuovi, sono venuti senza essere stati invitati! - E inoltre sono molto diversi da noi – Aggiunse la vecchietta. Ma Giuseppe, che non era soddisfatto della risposta ricevuta, aggiunse: - Chissà quante cose potreste imparare da questi nuovi arrivati. Ad un tratto un giovane pastorello, convinto che gli stranieri fossero simpatici e ingegnosi, si fece avanti e disse: - Non dovremmo giudicare gli stranieri senza prima conoscerli, pensando solo all’aspetto esteriore, ma a quello interiore. Gli abitanti del presepe, convinti dalle parole giuste del pastore, iniziarono lentamente ad avvicinarsi agli stranieri…e nel presepe tornarono la pace e l’armonia del Natale.
DAVIDE FEDERICO SARA SIMONE Tutti si lamentarono per quella musica stonata e un pastore che dormiva disse: - Questo così non è un vero presepio, andatevene, voglio dormire! - Certo che è un vero presepio – disse l’aviatore. Per tutta risposta il vecchio disse: - Nei presepi non ci sono ragazze hippy, aviatori e indiani! Maria, molto seccata per la confusione, volle mettere pace e raccomandò: - Il bambino Gesù non sarebbe felice di vedere queste liti; i tre stranieri possono rimanere però tutti noi dobbiamo collaborare per allestire al meglio questo presepio. Tutti furono d’accordo, capirono ciò che significa veramente il Natale ed ebbero l’idea di portare altri personaggi nel presepio. Cercarono in ogni angolo della stanza, trovarono una bambolina peruviana, una ballerina di cristallo e un cavallo che trainava un carretto di legno e gli domandarono: - Volete venire con noi ad adorare Gesù ? - Sì, volentieri – risposero loro. Alla fine il presepio fu una vera distesa di colori e il bambino, quando si svegliò, fu talmente felice che pensò di tenerlo anche per l’anno dopo.
ELISA ALEXA GIACOMO MATTIA E tutti, meno i tre nuovi arrivati, si tapparono le orecchie per il frastuono. Un pastore urlò: - Fatela smettere, è insopportabile, basta, è troppo!! E la vecchia che si era scottata gridò: - Andate via, fuori, basta!! Da lontano si videro tre ombre, due alte e una bassa. Un pastore disse: - Quelli sono Gesù, Maria e Giuseppe. Gesù si fece avanti e chiese agli stranieri: - Voi chi siete? - Siamo viaggiatori arrivati qui per caso però, essendo Natale, anche noi ti vorremmo lodare e pregare. Intervenne la nonnina: - Non è vero; guarda, sono armati! E Gesù: - Loro non sono qui per uccidere: l’indiano usa la sua ascia per scaldarsi e continuare a vivere, la chitarra non è un’arma e quell’aereo non è carico di bombe! Arrivarono anche i re Magi che dissero: - Chi sono questi stranieri? Sono pericolosi, Signore non ti conviene stare loro vicino. - Loro non sono cattivi. – Li rimproverò Gesù. Allora i pastori, la vecchia e i re Magi capirono e da quel momento tutti diventarono amici.
MICHAEL TOMMASO MARTA ARTURO ALESSIA La musica attirò zampognari e pifferai e altri personaggi che si misero a ballare, cantare e suonare insieme a lei. - Brava! ancora, ancora! – esclamò una donnina e tutti insieme si misero a battere le mani. - Avevo sbagliato sul tuo conto, sei veramente brava a suonare – disse la vecchietta delle caldarroste. - Grazie del complimento nonnina. - Se volete potete rimanere con noi per quest’anno e per tutti gli anni che vorrete. – Dissero tutti in coro. - Noi rimanere volentieri, evviva! Per festeggiare l’avvenimento l’indiano andò a tagliare la legna per il fuoco e l’aviatore andò in giro per il presepio ad invitare tutti i personaggi che incontrava: i vasai, i re Magi, la Sacra Famiglia, la guardiana delle oche, i pastori… Quando i preparativi terminarono, cominciarono i festeggiamenti di benvenuto e tutti si divertirono fino a tardi poi, al mattino, tornarono ai loro posti. Era Natale e il bambino, svegliandosi, vide sui visi delle statuine un raggiante sorriso.
MARCO MATTIA ERIKA ILARIA ********************** Classe 1D Sopra la capanna il bambino aveva posizionato un angelo che, appena sentì il suono dello strumento e la discussione, intervenne e disse: - Cosa sta succedendo?. Il pellerossa rispose: - Noi stare discutendo perché io, l’aviatore, la bambina volere fare parte del presepe, ma la vecchia delle caldarroste e i pastori non volere!. - Il Natale dovrebbe essere un momento di festa, voi invece lo state trasformando in un momento di litigio. I pastori si guardarono negli occhi con la vecchia delle caldarroste e rivolgendosi all’angelo dissero: - Hai ragione! Siamo stati un po’ troppo egoisti ! Per farci perdonare da Gesù potremmo accogliere gli stranieri. La bambina così continuò a suonare la chitarra, si riunirono tutti attorno a Gesù e cominciarono a fare festa. La mattina dopo, quando il bambino si svegliò, trovò le statuine abbracciate fra loro.
GIADA SAMANTA RASCHI GIACOMO Da quello strumento usci una melodia meravigliosa. Tutti si misero a ballare tranne la vecchietta. - Tu non mi convinci- Disse rivolgendosi alla bambina – Per vedere se sei degna di rimanere in questo presepio dovrai superare delle prove. La bambina pensò un po’, ma poi disse: - Sono disposta a tutto, mi dica cosa devo fare? La vecchietta chiamò i pastori, ma poi intervenne Maria: – Ma signora, le sembra il caso di fare superare delle prove ad una bambina di quell’età ? La vecchietta disse: - Sì, è vero forse è un’idea un po’ sciocca, allora la farò suonare, per una settimana giorno dopo giorno, con interruzioni solo per dormire e per mangiare. - Io suonerò anche per una settimana ma oltre a me resteranno anche i miei amici. Poi prese a suonare ininterrottamente. Tutti ballarono tranne Maria e Giuseppe che non erano riusciti a convincere la vecchia a lasciare in pace la bambina. Quando smise di suonare, nel presepio calò un silenzio di tomba. La prima persona che parlò fu il pellerossa: -Augh, tu suonare molto bene!! Tutti applaudirono e gli altri musicisti le chiesero se voleva suonare con loro. -Certo- rispose felice la ragazza. Così nel presepio il Natale fu fantastico ed in seguito anche il Capodanno e l’Epifania, quando il Bambino Gesù ricevette anche i doni dei re Magi: mirra, oro e incenso.
GIULIA FRANCESCO MATTEO SIMONE …della sua chitarra. La vecchietta, sentendo questo suono melodioso, capì che aveva sbagliato a giudicare la ragazzina e le disse: - Scusami mi sono resa conto che la tua musica non è poi così male! Allora la vecchietta sparse la voce per tutto il presepio; la gente man mano che arrivava sentiva questa melodia e al centro del presepio si formò una grande folla capace di far nascere una festa natalizia. Così la festa cominciò, e ognuno volle dare il suo contributo per questo avvenimento. Allora ciascuno volle dare il proprio contributo: - Io porto il formaggio! - Io invece ho del vino! - Io andare a prendere legna per fare fuoco! - Io ti aiuto volentieri!- Disse un pastorello. - Posso aiutarvi anch’io?- Chiese una signora. - Io porto un cestone di frutta per tutti – Disse la moglie di un pastore. Improvvisamente mentre tutti ballavano si sentì un grosso frastuono; era l’aviatore che stava facendo le piroette nel cielo scrivendo col fumo: VIVA L’AMICIZIA; e tutti guardandolo si rallegrarono. Così da quel momento nel presepio si festeggiò la grande amicizia, con una super festa. Tutti ne furono felici… soprattutto Gesù.
NICOLO’ MANUEL MATTEO …con quella dolcissima melodia Maria si svegliò e uscì dalla capanna. Si incamminò e vide persone nuove: il pellerossa, il pilota e la ragazza che suonava la chitarra. Maria si avvicinò e le disse: - Come sei brava a suonare, ti invito alla mia capanna appena puoi così potrai suonare qualcosa di dolce per mio figlio Gesù. La vecchia delle caldarroste erano gelosi e rossi dalla rabbia gridarono: - Ma Maria, loro sono pericolosi! - Che cosa vi hanno fatto? Quei tre non sapevano cosa rispondere allora la vecchia delle caldarroste disse: - Mi hanno rubato tutte le castagne! - Non è vero, sono tutte lì – la rimproverò Maria – perché non fate pace? Tutti risposero sì tranne il pellerossa, l’aviatore e il pastore che rimasero in disparte mentre gli altri festeggiavano. Poi, anche loro, vedendo la gioia sui volti degli altri, decisero di unirsi al gruppo e fare la pace. Così la vecchina e la bambina si strinsero la mano e fecero lo stesso i pastori, il pilota e il pellerossa.
SARA RAHABARNIA SAMANTA MINOU ***************************** Classe 1E . . . della chitarra ma i pastori, infuriati, gridarono: - Smetti con questo strimpellamento! - No.- intervenne l’aviatore. La vecchia, con un falso sorriso ingannò i tre forestieri dicendo: - Venite con noi a fare pace sulla montagna, così potremo ascoltare i melodiosi suoni di chitarra mentre ci scaldiamo davanti ad un ardente fuoco. Dopo aver terminato la frase fece l’occhiolino ai pastori che compresero le sue vere intenzioni. Allora tutti insieme si incamminarono verso la montagna. Una volta in cima, i pastori e la vecchia volevano spingere i nuovi arrivati giù dal precipizio ma, proprio quando erano sull’orlo del baratro, l’affascinante stella cometa si mosse e passò sopra le loro teste. La bontà prese il sopravvento nei cuori dei pastori e della vecchietta e tutti molto dispiaciuti dissero: - Perdonateci, non sappiamo che ci è preso! Solo adesso abbiamo capito quanto siano importanti tutte le persone. Volete festeggiare con noi la nascita di Gesù? - Sì - risposero tutti in coro. E cantando e danzando andarono accanto al piccolo che sorrise felicissimo. E così, diventati amici, si riaddormentarono facendo avere al bambino il presepe più bello che ci sia mai stato.
DANIELE MICHELE ALBERTO MELISSA …In quel momento arrivò Maria che, un po’ frastornata per la confusione, chiese cos’era successo. I pastori raccontarono l’accaduto spiegando con precisione che erano arrivati degli sconosciuti, che davano fastidio e non volevano andare via. Le urla diventarono sempre più forti e così svegliarono Gesù che si mise a piangere a più non posso. Maria propose un accordo; si rivolse alla bambina e disse: - Tu bambina puoi rimanere ma mi farebbe molto piacere se per far addormentare il mio piccolo potessi suonare e cantargli una ninnananna. La ragazza annuì, si avvicinò a Gesù e iniziò a suonare una canzoncina al bambino che poco dopo si addormentò. In quel momento si propose l’indiano e disse: - Io con mia accetta potrei tagliare legna ed accendere un grande fuoco così potremmo riscaldarci tutti. Intervenne anche l’aviatore: - Io potrei aiutare l’indiano e ballare attorno al fuoco per divertire vostro figlio. Maria accettò e in breve la confusione cessò perché tutti avevano capito che i tre sconosciuti non erano aggressivi e che volevano solo aiutare e collaborare; così tutti fecero pace e si riunirono intorno al fuoco, mangiarono le castagne, ballarono e cantarono. Un altro Natale era arrivato, ancora più bello e più ricco di quello dell’anno precedente.
RICCARDO SHARON DEBORAH RICCARDO ...con la discussione animata ed il suono della chitarra, Gesù iniziò a piangere così Maria chiese aiuto ai nuovi personaggi del presepio: - Vi prego, confortate il mio piccolo che è spaventato dalla confusione qui intorno! - Augh, ci penso io – L’indiano ideò un balletto e Gesù, vedendolo, rise. La ragazza suonò e cantò una bella canzone; uno dei pastori era ancora nervoso ed arrabbiato ma sentì la bella canzone della fanciulla e si calmò. Il guardiano delle pecore, sentendo il neonato piangere, si commosse e decise di tagliare la lana ad una sua pecora per realizzare una coperta perché pensava che il bambino sentisse freddo. Vedendo che tutti aiutavano Gesù, anche la vecchietta volle dare un contributo dicendo: - Per fare contento Gesù, darò un po’ di cibo a tutti voi. Anche il pilota decise di aiutarli: con l’elica rotta che non gli era più utile, costruì una piccola giostra per il bambino. Ognuno col proprio contributo riuscì a confortare il piccolo, tutti smisero di litigare e nel presepio ritornò la pace.
EMANUELE DAVIDE GIACOMO PAOLA ….ma ormai tutti stavano litigando con i nuovi arrivati e svegliarono il bambino: Maria, stanca per le urla delle liti e per i pianti del figlioletto, intervenne nella confusione che si era creata esclamando: - Calma, è Natale e ognuno di voi può contribuire ad aiutare Gesù. Poi si rivolse ai nuovi arrivati dicendo: - Ragazza, tu potresti, con il dolce suono della tua chitarra, cantare una ninnananna al mio piccino mentre tu, pellerossa, potresti tagliare legna e riscaldare con un grande fuoco la capanna. Gli stranieri furono felici per la decisione di Maria e ubbidirono però altri continuavano ugualmente a litigare. Improvvisamente nel cielo le stelle divennero più luminose e splendenti. Questo segnalava l’arrivo di un nuovo personaggio: con un tocco di magia dell’angelo comparve un vecchio canuto con le sue renne cariche di doni e intervenne nella discussione dicendo: - Lo scopo del Natale è di accettare il prossimo, fatevi del bene e tutti saranno contenti…poi scomparve nella notte magica. Le sue parole entrarono nel cuore dei personaggi e tutti capirono il vero scopo del Natale. A quel punto il presepe cadde in una tranquilla quiete e il bambino Gesù si addormentò.
FRANCESCA LARA ALESSANDRO ELENA

ALCUNE OPINIONI ESPRESSE DAI RAGAZZI DOPO LA LETTURA DEI TRE FINALI PROPOSTI DALL’AUTORE - “il secondo finale non mi è piaciuto perché hanno costretto l’indiano a cambiare colore, quindi non hanno accettato la sua diversità” - “il primo finale non ci piace perché senza i nuovi personaggi il presepio è più monotono e triste “ - “il terzo finale è il più bello perché accogliendo gli altri si rispetta il senso vero del Natale” - “il secondo finale è brutto perché i nuovi personaggi non sono stati accettati come sono” - “Il terzo finale mi è piaciuto perché è contro il razzismo” L’AUTORE Gianni Rodari è nato a Omegna (NO), sul lago d’Orta nel 1920 e morto a Roma nel 1980. Insegnante , giornalista e scrittore di programmi televisivi e libri, ha scritto molti libri per ragazzi: romanzi, racconti fantastici, testi teatrali, raccolte di versi, fiabe moderne…in cui ha usato le parole con fantasia e creatività, portando i lettori a scoprire le potenzialità giocose della nostra lingua, divertendo e facendo riflettere bambini e adulti. Negli anni ’70 scrive la “Grammatica della fantasia” in cui presenta storie nate da ipotesi fantastiche come ad esempio: Insalata di fiabe, fiabe a rovescio, cosa succederebbe se…, binomio fantastico Ecc. Rodari amava le fiabe e sosteneva…”che le fiabe, quelle vecchie e quelle nuove, possano contribuire ad educare la mente. La fiaba è il luogo di tutte le ipotesi: essa ci può dare le chiavi per entrare nella realtà per strade nuove, per aiutare il bambino a conoscere il mondo…” (nota introduttiva dell’autore; da “Filastrocche in cielo e in terra”). Molti dei suoi libri e racconti pubblicati successivamente nascono dal gioco linguistico e anticipano le proposte della scrittura creativa divenuta parte integrante della didattica attuale, utilizzata da scrittori per ragazzi e insegnanti, che con l’autore condividono …“la necessità che l’immaginazione abbia il suo posto nell’educazione”. (antefatto a Grammatica della fantasia). L’abilità e l’originalità dell’autore sono significativamente descritte da Malerba nell’introduzione ad uno dei libri di Rodari…“Rodari è un gran giocoliere, che conosce tutti i trucchi ,dai più semplici ai più sofisticati, per sorprendere il lettore che, preso alla sprovvista, resta lì senza sapere dove si trova e cosa sta succedendo intorno a lui, coinvolto in un gioco le cui regole cambiano ogni volta…il comune denominatore delle sue storie è soltanto un’inesauribile fantasia, la continua invenzione di immagini, situazioni, personaggi, dialoghi, ambienti e stravaganze che si susseguono con la stessa felice casualità, lo stesso disordine svagato che presiedono ai sogni…Rodari, insieme ai suoi personaggi sarà un ottimo compagno di viaggio, inesausto interprete di tutti i sogni e fantasmi e fantasie che percorrono la nostra mente quando tenta di sfuggire alle oppressioni elettrodomestiche, agli incubi metropolitani,…(cit. Luigi Malerba, introduzione di “Favole al telefono”). L’attualità di Rodari è anche nella sua concezione ironica della realtà con cui affronta i grandi temi civili e sociali della pace e della guerra, dell’ingiustizia, dell’emarginazione, della disuguaglianza e della libertà… I suoi libri sono stati tradotti in molte lingue ed hanno ottenuto riconoscimenti prestigiosi come il “Premio Andersen- Baia delle Favole” nel 1970. Ecco un elenco dei testi di Gianni Rodari presenti in biblioteca: 1. Grammatica della fantasia Einaudi 2. Novelle fatte a macchina Einaudi 3. Tante storie per giocare Einaudi 4. Favole al telefono Einaudi 5. La freccia azzurra Einaudi 6. Il libro degli errori Einaudi 7. La gondola fantasma Einaudi 8. C’era due volte il barone Lamberto Einaudi 9. Filastrocche in cielo e in terra Einaudi 10. Il gioco dei quattro cantoni Einaudi 11. Gip nel televisore Mursia  |